La corona sporca di sangue e fango....

«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati».
E' il testo di una legge dello stato che istituisce il Giorno della Memoria: momento di riflessione, non di antifascismo, di preghiera e di pensiero, di ricordo e di esorcismo di una violenza, di una brutalità, di una vergognosa ignominia per il mondo. Ignominia che in Italia ha inizio con una mossa politica: le leggi razziali del 1938. Leggi che furono firmate da Vittorio Emanuele III.
Il riferimento storico è essenziale per un ragionamento, un pensiero, tutto personale sulla notizia apparsa oggi di una "presunta" richiesta di risarcimento da parte della famiglia Savoia nei confronti dello Stato Italiano per l'esilio. Non mi sogno neppure di fare riferimenti alla condotta morale degli eredi dell'ex casa regnante italiana, ma credo si possa pensare per un momento alle conseguenze di quella firma.
Dal 1922, quando il sacrificio del governo Facta richiesto dal Re permise la formazione del governo Mussolini, al 1938, il ruolo del Re - solo per inciso avo di coloro che oggi chiedono i danni all'Italia - è stato di notaio del declino dovuto alla deriva razzista del regime.
Non voglio neppure scendere nel giudizio sulla richiesta di risarcimento, annunciata per televisione ieri sera: «Una ventina di giorni fa - anticipa la redazione del programma televisivo (Ballarò, NdR)- la famiglia Savoia ha chiesto ufficialmente i danni al governo italiano con una lettera di sette pagine inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al presidente del Consiglio Romano Prodi redatta dai legali dei Savoia Calvetti e Murgia».
Penso e spero in una azione della comunità ebraica, di tutte quelle famiglie italiane che hanno perso un congiunto per colpa dei rastrellamenti e delle deportazioni, perché si costituiscano gruppo e rispondano per le rime: una richiesta di danni morali, materiali ed esistenziali al responsabile dell'accelerazione razzista dell'Italia mussoliniana. Responsabile al pari del capo del governo al quale, per amor del suo Regno avrebbe potuto/dovuto opporsi. Responsabile di scelte politiche e morali tali da ingenerare uno stato funesto di guerra, disordine sociale, morte, desolazione, incertezza e delazione. Circostanze che hanno portato l'Italia a pagare cambiali salatissime: i morti, la devastazione, l'allarme sociale, i disordini. Per finire ai costi della ricostruzione, alla lenta ripresa con pesanti riconoscenze nei confronti degli stati che hanno sostenuto la ripresa. USA in testa.
Alla scellerata richiesta dei Savoia, cui il governo ed il capo dello stato hanno già risposto, spero rispondano soprattutto i cittadini, specie coloro la cui storia familiare è stata funestata dalla guerra, dalla deportazione, dai racconti sui campi di concentramento. Alla scellerata richiesta di indennizzo per ville, terreni, tenute, quadri, suppellettili avocate dallo stato a seguito dell'esiliio, si risponda con il risarcimento per le vite umane, per la sofferenza.
Commenti
Ma la butto là: li abbiramo esclusi dall'Italia per 40 anni e ai discendenti di Mussolini cosa abbiamo fatto?...li abbiamo investiti della carica di Onorevole della Repubblica...paradossale, no?