Non è mia abitudine mutuare le parole altrui, né tanto meno millantare contenuti di senso e di spirito che non mi appartengono. Pensando ad una maniera di fare gli auguri di Natale, mi è venuto in mente l'Inno alla Carità di San Paolo. In esso racchiudo i miei auguri. Senza la pretesa di evangelizzare nessuno. Solo perché nelle parole che - se vorrete - leggerete, ho trovato la migliore sintesi di quello che ho in mente. «Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, ...
Commenti