Quando una telegiornalista fa notizia (e non si vede)?

Nel fiume di agenzie battute nella giornata di oggi una ha catturato la mia attenzione: alle 15.30, un giorno dopo il debutto l'ANSA parla di una giornalista brasiliana, con la sindrome di down, che debutta in video con una serie di interviste. La prima domanda che fa a Maria Bethania (una popstar brasiliana) è "che effetto fa essere intervistata da una down?".
Credo che sia l'apice di una consapevolezza che fa rabbrividire per la sferzante vena di realismo. Si racconta in un video, Fernanda, pubblicati da alcuni siti italiani (la foto di questo post è un frame di Repubblica TV) e dice di avere interessi comuni a tutti i giovani della sua età, che - per inciso - è 27 anni. "Vado a ballare, esco, m'innamoro". Con grande naturalezza, con la consapevolezza di essere percepita in modo differente dal resto del mondo, con la certezza di fare "un effetto" diverso ai propri intervistati.
Il rischio di scadere nelle frasi fatte è talmente grosso, che credo sia più che sufficiente segnalare la notizia e pensare che ci sia uno spazio grande, nei meandri della superficialità umana, per rivincite sui luoghi comuni, sulle diffidenze, sulle rinunce a vivere. Fernanda mi ha rimandato ad una esperiena di qualche anno fa: in un concerto a Conversano conobbi "I ladri di carrozzelle". Un progetto musicale - come molti musicisti usano chiamare le ensemble con cui suonano - vero, concreto che ha dentro un anima forte. Forte dell'esperienza di handicap motori gravi, che davanti alla musica si azzerano. Ricordo quel concerto come uno dei più coinvolgenti a cui abbia assistito.
Commenti