Nessuno tocchi Caino...

Credo che non esista una sintesi migliore per dire la propria contrarietà alla pena di morte. Qualcuno tempo fa - in un corso di studi sulla filosofia del diritto - mi spiegò che il fondamento stesso di un sistema giudiziario perfetto è quello di mirare al proprio annullamento. Un po' come Achille e la tartaruga resi famosi dal paradosso di Zenone, anche questo paradosso ha una sua spiegazione, meno filosofica e meno "assurda" della teoria del pensatore di Elea.

Un sistema di diritto mira ad annullare se stesso nella misura in cui l'obiettivo del sistema stesso non è la punizione ma rieducazione, la capacità di concedere una seconda chance, non tanto per carità cristiana non sempre condivisibile, quanto per una idea del sistema che esula da singolo caso per diventare spina dorsale di una società civile.

Così, quando il sistema ha l'obiettivo di rieducare, mira di fatto ad autolimitare la propria capacità "coercitiva" di far applicare la legge e di farla rispettare. UNa idea interessante. Una idea che però cozza terribilmente con la capacità dei sistemi moderni di individuare i colpevoli, di incriminarli e di condannarli. Senza contare la capacità di far scontare una pena assegnata con criteri rigidi rieducazione. Ovvio che questa nalisi è vera soprattutto per il nostro sistema italiano, così complesso e così dispersivo. Un sistema che considero come una sorta di palude in cui tutto affonda lentamente.

Nessuno tocchi Caino. Mi perdoneranno coloro che hanno usato questa frase come il simbolo di una battaglia contro la pena di morte. E' un fatto positivo, storico direi che finalmente in un ambito internazionale si sia votato un provvedimento a favore della messa al bando della pena di morte. Ma va anche detto che tra l'atto formale e la reale applicazione ci sono di mezzo glli uomini.

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