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Visualizzazione dei post da gennaio, 2008

Crociate e vittimismi: politica e talari.

Mah, non vorrei davvero sembrare ripetitivo. Ci sono tre eventi che mi frullano nella mente in questi giorni. Due collegati tra loro ed un terzo che, pur non direttamente collegato, si avvicina e si confonde con i primi due: le dimissioni di Mastella, la crisi del governo Prodi e la questione del Papa Day. Un fritto misto niente male, direbe qualcuno. Ma sarei tentato di dimostrare a me stesso che sono le facce della stessa medaglia di una società, di uno stato, di una classe dirigente (politica ma non solo) avvezza all’ipocrisia da mercante. Parto col dire che le dimissioni da Ministro della Giustizia erano l’unico atto di buonsenso che ci si sarebbe aspettato da un esponente istituzionale di quel rango che la pensa così del sistema che è chiamato ad amministrare. Non posso essere il ministro della Giustizia se credo che i magistrati siano il nemico, che i giudici siano lo strumento politico censorio di una classe, di una casta che grida allo scandalo quando viene messa sul banco degl...

Il cattolico de Gaulle che non faceva mai la comunione in pubblico.

Immagine
L’immagine, del privato dello statista francese, è stata usata da Piergiorgio Odifreddi per giustificare la dura opposizione di alcuni ambienti all’intervento del Papa presso l’Università di Roma. Per tutelare la laicità e l’indipendenza dello Stato Italiano dal Vaticano. Ma – per citare Montanelli – peggio della censura c’è solo la reticenza. Nel senso che lo Stato Italiano esprime esso stesso una debolezza, di uomini e di idee, una pochezza nelle personalità che lo rappresentano da decenni in qua, tale da creare lo spauracchio dell’ingerenza del Vaticano. Qualcuno recentemente mi ha ricordato che la continua richiesta di appoggio, il confronto mirato ad ottenere consenso ed appoggio sul proprio operato e sulle proprie scelte, è un palese segno di debolezza e di insicurezza. Come pure lo è, chiudere gli spazi a coloro che esprimono un mondo di valori e idee differenti dalle proprie: vuol dire evitare il confronto, vuol dire non porsi in dialogo ma rifiutare il confronto. Così i nostri...

Lettera di Natale (l'ho scoperta in ritardo!)

Pubblico con piacere una lettera scritta da Michele Cecere, che ringrazio per la concessione. Non so a voi, a me il Natale sembra sempre più triste negli ultimi anni... Il consumismo sfrenato, la corsa al regalo inutile perchè sempre meno sentito: quante volte diciamo a noi stessi "magari quello si aspetta un regalo da me, forse me lo farà anche lui"? Ieri ho visto una coda di venti metri davanti al negozio di Luis Vuitton, mi han detto che dovevano acquistare costosissimi regali addirittura a rate!!! Partecipo anch'io, per carità, al festival degli auguri, a volte anche quelli "dovuti" e non sempre sentiti. Però, per dirla alla Gaber, "il mondo mi fa sempre più male". Quanta distanza, eppure quanta comune disperazione tra I piccoli borghesi di via Sparano e gli operai della fabbrica torinese, morti per il lavoro! Questi ultimi sono solo la punta massima, forse, di un paese definito "mucillagine" da chi studia gli andamenti economici e social...