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Visualizzazione dei post da giugno, 2008

Stampa canaglia: ancora un riflessione sulla morte di Peppino

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Cari amici, in un sistema davvero democratico il ruolo della stampa rappresenta la garanzia per i cittadini di controllo sul potere giudiziario e su quello esecutivo. Perché questo ruolo si possa esprimere appieno, la stampa deve essere autonoma e indipendente. Nel caso dell’omicidio del nostro amico Peppino Basile la stampa non sta cercando la verità, ma sta riportando una delle verità: la più conveniente, la meno scabrosa, la più comoda. La stampa, la quasi totalità, di fronte all’omicidio di un rappresentante delle istituzioni come Basile piuttosto che indignarsi ha preferito scavare nel gossip dei debiti, delle femmine facili di Peppino solo e separato, arrivando persino ad infangarne la dignità di uomo con la notizia di frequentare le minorenni. Il Messaggero, che ci riserviamo di querelare, riportava così il 19 giugno scorso: “sembra discretamente chiaro – anche se la realtà è sempre fatta per smentirci – che Basile sia stato vittima di una vendetta personale, che bisogna dragare...

Ciao Masaniello.

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Oggi pomeriggio, come molti altri, insieme a molti altri amici, sarò ad Ugento (LE) per salutare Peppino, per una presenza che è - nello stesso momento - saluto all'attivista politico ed anche rappresentanza e testimonianza di vicinanza alle sue posizioni. Non è mia intenzione, ne ho voglia di farlo, sindacare sulle motivazioni che hanno portato la lama di quel coltello ad attraversare il cuore ed i polmoni di Peppino: a prescindere dalla matrice, a prescindere dalle motivazioni quello che è grave è non indignarsi per una morte così assurda. Rabbiosa, vigliacca, priva di attenuanti. Peppino, così lo conoscevamo, era uno grintoso, energico: l'accento salentino con quella voce roca aveva un sapore particolare, come particolare era il suo modo di vivere e di fare politica, di essere uomo finanche. Ad un certo punto, da domenica mattina quando ho appreso della sua morte ad oggi, mi è venuta in mente la ricostruzione della scena, i dettagli che emergono man mano: il testimone che di...

Stupefacenti e condanne: il parlamento non si tocca.

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Lungi da me contestare le decisioni della Cassazione, lungi da me difendere l’operato della redazione delle Iene, che non seguo molto e neppure molto gradisco nell’approccio. Ma vorrei riflettere sulla precisazione fornita dalla Cassazione sul caso: la pena patteggiata dalla redazione della trasmissione in realtà è una tacita ammissione di una procedura non proprio ortodossa per l’approvvigionamento di notizie. Certo – giornalisticamente parlando – le informazioni ed i campioni per le analisi sono stati raccolti senza dichiaratamente affermare che si trattava di una indagine per stabilire se, all’interno delle massime istituzioni dello stato (non in una fabbrica di lacci per scarpe) la percentuale di assuntori di stupefacenti fosse in linea con il dato nazionale. Il caso fece scalpore e gettò un’ombra poco simpatica sulla classe politica italiana, ma è lecito chiedersi se lo scandalo non sia il modo di rendere nota una notizia, quanto invece la notizia in sé. Sono persuaso che ci sia u...

La pasta sfusa in tempo di pace.

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L'immagine di Totò che balla sul tavolo nel celebre film "Miseria e nobiltà", o quella ancora più eloquente in cui - con vari espedienti - supera la fila del razionamento degli alimenti vestito da gerarca fascista, o nazista mi è balzata subito in mente questa mattina, quando ho letto la notizia relativa all'idea di tornare a vendere i prodotti sfusi per ridurre i costi al consumo. Detersivi, vino, olio, ma anche pasta ed altri alimenti. Non so onestamente neppure io per quale motivo, ma la notizia mi ha fatto pensare ad un ritorno ciclico a situazioni complesse dalle quali difficilmente si può tornare indietro. I racconti di nonni e genitori, di tessere alimentari o acquisti di pasta e sigarette sfuse era - fino a questo momento - il racconto di una vita vissuta, lontana, a cui spesso ho pensato con il distacco di chi dice "per fortuna che quei tempi sono passati". Ma in realtà sono passati davvero? Non ne sono così convinto. E non è per un attaccamento al ...