L'accusa della clinica di Udine

ROMA - "Abbiamo ricevuto da un ministro della Repubblica intimidazioni che hanno cercato di colpire l'azienda nel suo interesse vitale". A parlare è Claudio Riccobon, amministratore delegato della clinica "Città di Udine", la struttura sanitaria friulana che si è resa disponibile a interrompere l'alimentazione e l'idratazione che tengono in vita Eluana Englaro ed è stata bloccata dall'atto di indirizzo di Sacconi. Sulla questione è intervenuta anche la Corte di Cassazione, secondo cui la lettera del ministro del Welfare "non può vanificare una sentenza esecutiva".
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