Voi che siete sicuri, nelle vostre tiepide case...
C’è un libro, letto in adolescenza che mi è rimasto impresso. Un libro che – un po’ come il film di Roberto Benigni “La vita è bella” – descriveva un particolare sullo sfondo dell’Olocausto. Non per minimizzarlo, quanto per renderlo reale. Quando, nei banchi di scuola, qualcuno descriveva le torture inflitte agli uomini ed alle donne che varcavano le soglie dei campi, io cercavo di immaginare, di costruire nella mente una qualche immagine che potesse darmi il metro del racconto. Non ci sono mai riuscito. Né, credo, possa riuscirci nessuno. Nulla, nessuna parola, nessuna immagine, può restituire all’umanità la brutalità di quello che è stato. Ma quel libro, “La variante di Lüneburg”, mi ha trasmesso una dimensione umana, un percorso mentale e di ricordi, tanto più brutale quanto più è legato ad una esperienza di vita apparentemente poco significativa. Una partita a scacchi giocata tra un ebreo ed un ragazzo tedesco, poi diventato ufficiale delle SS. Nel libro di MAuresing ho trovato que...