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Visualizzazione dei post da giugno, 2009

«Carissimo Peppino perdonaci sette volte»

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«Chiediamo sette volte perdono a Peppino Basile per tutto quello che non abbiamo fatto». A scrivere una toccante lettera indirizzata all'«amico» Basile è il parroco della chiesa di San Giovanni Bosco di Ugento, don Stefano Rocca, che ricorda così il primo anniversario dell'uccisione del consigliere dell'Italia dei valori. La lettera, che pubblichiamo integralmente, sarà letta dal parroco questa mattina dopo la messa delle 9.30. «Carissimo Peppino, oggi tutta la nostra comunità è qui a ricordarti nel giorno anniversario del tuo massacro. Ma perché non sia solo una celebrazione formale occorre riflettere in profondità su quello che è accaduto e su quello che tu sei stato veramente. Quando eri in vita hai generato divisioni a causa delle tue idee politiche e forse anche del tuo modo di vivere, ma oggi molti riconoscono che le tue battaglie avevano un senso, erano nella direzione della ricerca della giustizia, sollevavano sempre il tappeto sotto il quale si nasconde, o viene os...

SE UN CRIMINALE VIENE SDOGANATO DALLE ISTITUZIONI

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Sono sinceramente stupito dai toni con cui viene annunciata la visita di Gheddafi in Italia. Quando ero un ragazzino mi ricordo il terrore ed il silenzio in casa mia quando il tg1 annunciava gli sviluppi della crisi libica. Non sapevo neppure dove fosse Tripoli, l’ho imparato in quei mesi, quando il nome di un uomo privo di scrupoli, sprezzante delle istituzioni e dei rapporti tra gli stati, strafottente sul piano delle relazioni tra il suo paese e gli altri del mediterraneo, teneva sotto scacco il nostro paese. Oggi, qualche decennio dopo, quell’uomo viene accolto in Italia con gli onori: addirittura il Capo dello stato dice che "è interessante ascoltarlo, sentire le sue parole". Dal primo momento in cui è sceso dall’aereo Gheddafi ha irriso il nostro paese, ha sfruttato l’occasione offerta dal nostro paese, per esporre al ludibrio di mezzo mondo l’Italia e gli italiani. Torna in Italia come se fossimo nel ventennio fascista, con la foto di un martire della resistenza libica...