Anno zero, in condotta?
“Annozero”, comunque la si pensi, ha l’indiscutibile merito di metterci tutti, operatori e fruitori, di fronte al nodo del fenomeno informazione le cui troppe angolazioni finiscono quasi sempre per dare ragione e torto in eguale misura, rendendo problematica l’individuazione di una sola verità. Non rimane che fissare dei criteri, ma anch’essi suscettibili di più letture, quindi insufficienti, inadeguati. La buona fede? Più concludente discutere di sesso degli angeli. E allora non c’è che analizzare di volta in volta, fidando nelle regole della logica e della giusta quantità dibuon senso. Il ritorno di “Annozero” ne ha confermato il dna a tutti noto. Momenti di virulenza, vicende scorticate fino all’osso, aggressività, interviste a colpi di frusta. Agire così è fare cattiva informazione? Non è facile rispondere se prima non ci si chiede se le cose dette siano vere o meno, salvo poi verificare se sono trattate col giusto taglio. Ma esiste il giusto tag...