giovedì 1 ottobre 2009

La sindrome di Stoccolma degli elettori italiani.




Cito da Wikpedia, da qualcuno definita come l’enciclopedia degli ignoranti: La sindrome di Stoccolma è una condizione psicologica nella quale una persona vittima di un sequestro può manifestare sentimenti positivi (in alcuni casi anche fino all'innamoramento) nei confronti del proprio rapitore.
Cosa c’azzecca con gli elettori italiani? Qualcuno da anni sostiene che la strategia di attacco al leader che i partiti del centrosinistra italiano mettono ciclicamente in atto alla volta dell’attuale premier di centrodestra, serva soltanto, portato alle estreme conseguenze, ad amplificarne i successi elettorali, a convincere gli italiani che “poverino” lui si che tenta di salvare l’Italia e gli altri non glielo fanno fare.
Ora, che l’accesso all’informazione e alle informazioni sia più ampio grazie all’uso della rete è certamente un dato di fatto: tuttavia è impossibile non notare che il concetto fondamentale diventa quello di questa sorta di sindrome di Stoccolma che, in un paese certamente assediato dalle truppe del PDL, affligge i cittadini-elettori, che continuano a sostenere il premier, tentando il riscatto del mitico don Chisciotte contro i mulini a vento. Così le tramsmissioni che - per alcuni aspetti giustamente - punterebbero a ristabilire un equilibrio, risultano come l'attacco all'innocente, all'uomo che si immola per la patria. MI rendo conto che il ruolo non collima molto con lo status del presidente.
Non sono un simpatizzante del cavaliere, chi mi conosce questo lo sa da tempo, ma ad ogni modo quello che penso è che, davvero, i continui attacchi alla sua leadership abbiano nel tempo contribuito a costruire l’immagine dell’imprenditore, prestato alla politica, che piuttosto che stare in panciolle nell’impero economico costruito, ha scelto di rimboccarsi le maniche e mettersi a lavorare per il bene dell’Italia.
L’attacco ed il braccio di ferro sull’informazione italiana è certamente un dato interessante, le pagine dei giornali e le aperture dei tg spesso si distraggono dalle notizie per parlare di gossip, di escort, o di beghe interne al mondo dell'informazione e dell'editoria. Chi dovrebbe raccontare, diviene oggetto del racconto, chi dovrebbe editare, lo fa su se stesso. Controllore e controllato, messaggio e strumento, linguaggio e canale, si confondono. Un gioco dei ruoli sempre più complicato, che fuori dal nostro paese è chiarissimo e che noi invece non vediamo: “Benvenuti a "WIDE Angle". Sono Jamie Rubin. Immaginate un paese in cui un solo uomo unisce il potere politico del Presidente Bush, l'influenza sui media di Rupert Murdoch e la ricchezza e l'ambizione di Ross Perot e Steve Forbes. Quel paese è l'Italia e quell'uomo è il Premier Silvio Berlusconi”. E’ la presentazione che del nostro paese fa la tv americana, trovando strano (loro sì) che in una sola persona si concentrino potere politico, influenza sui media e ricchezza/ambizione. Il filmato, facilmente reperibile su youtbe, rappresenta il quadro del nostro paese filtrato e rivisitato dagli occhi di una democrazia atipica, come quella americana, ma per certi versi più matura.
Tornando alla nostra sindrome, l’attacco continuo al berlusconi-pensiero-stile di vita produce consenso, come lo stesso Presidente del Consiglio ha dichiarato ai microfoni di RaiNews24.
Ecco perché l’opposizione o tace, oppure grida più forte. Ma alla fine, la sensazione nel popolo poco informato e poco interessato perché distratto da mille altri pensieri, ben lontani dalle disquisizioni politiche, è proprio quella di chi è in sequestro politico, informativo, di speranze/attese per il futuro ed allo stesso tempo si innamora del proprio sequestratore.

0 commenti: