Rabbia e sorpresa da Emergency "Contro di noi accuse false"





MILANO - Gli italiani arrestati, anzi «rapiti dagli uomini di Karzai» - come puntualizza Gino Strada - avrebbero già confessato il complotto terrorista. «Una bufala, una balla, una grande coglionata», ribatte il fondatore di Emergency, con più tranquillità di quanto ci si sarebbe attesi dal suo carattere di fuoco: «Cose già viste nella storia, dalla Russia di Stalin alle dittature sudamericane». Non temete che siano stati torturati? «Spero di no. Nel caso riterremo responsabili la forza di coalizione di cui l´Italia fa parte». Che cosa chiedete al nostro ministero degli Esteri? «Dovrebbero farsi consegnare immediatamente gli arrestati. Il compito loro se non sbaglio è quello di proteggere gli italiani all´estero».
I famigliari di Matteo Dell´Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani Bonaiuti non hanno notizie dirette e vivono ore di angoscia. Che i loro congiunti abbiano potuto confessare attività terroristiche li lascia increduli: «Non prendiamo neanche in considerazione questa eventualità. Semplicemente non è possibile», dicono i Dell´Aira. Dubbi e perplessità sull´operato di Emergency espressi da alcuni politici del centro-destra non meritano un commento. Gino Strada reagisce con l´ironia: «Non posso credere che a dire certe cose sia stato Maurizio Gasparri. Doveva essere il suo imitatore, Neri Marcorè».
La lettura di Emergency del blitz di sabato è chiara: «Hanno dichiarato guerra a un ospedale. Vogliono togliere di mezzo un testimone scomodo, in vista della prossima offensiva. Al di là di tutte le demagogie, noi mostriamo la verità della guerra: il 40 per cento dei feriti nei bombardamenti sono bambini, non pericolosi terroristi. Questo dà fastidio, questo non si vuole far sapere al mondo». L´attività dell´organizzazione è sempre più difficile: «A molti feriti hanno negato il diritto a essere curati. Le forze di coalizione parlano di cordone sanitario, ma è l´opposto: si impedisce alla gente di accedere al nostro ospedale. A noi non importa di che fede siano o per chi parteggino i feriti, li curiamo e basta, secondo il dettato di tutti i trattati internazionali. Fino a poco tempo fa si rispettavano i trattati, anche ai tempi del regime filosovietico. Oggi non è più possibile».
Gino Strada invita il nostro governo a una riflessione: «L´Italia fa parte della coalizione internazionale ed è in Afghanistan con 3mila soldati, per cui paghiamo 2 milioni di euro al giorno. Tutto questo per proteggere il governo afgano che arresta o rapisce personale italiano. Ci sarebbe di che pensare». Perché ci sia anche la pressione dell´opinione pubblica, in un momento in cui «si sentono solo le ragioni della guerra e la più grossa offensiva mai scatenata dalla coalizione in Afghanistan non è seguita sul posto da nessun reporter internazionale», Strada ha lanciato ieri una raccolta di firme sul sito www. emergency. it.
Ma c´erano o no armi all´interno dell´ospedale di Lashkar Gah? «I nostri controlli sono rigorosi ed è assolutamente vietato introdurre armi. Ma non è impossibile, come lo sarebbe in qualsiasi ospedale italiano. Chiunque può avercele messe, magari solo per farle trovare. Basta corrompere qualcuno». Ormai più nessun dubbio sul fatto che anche militari della coalizione abbiano partecipato al blitz di sabato: «Il video girato dall´Associated Press lo testimonia e - aggiunge Strada - dell´azione avrebbe dovuto essere informato anche il comando italiano. Una regìa che secondo me non è solo afgana». La manifestazione davanti al vostro ospedale che ieri ne ha invocato la chiusura? «Propaganda, come quando fu rapito il giornalista di Repubblica Daniele Mastrogiacomo. Basta andare da una cinquantina di persone e dirgli di fare casino in qualche posto. Vanno subito, non bisogna neanche pagarle».


Articolo di ENRICO BONERANDI
apparso su La Repubblica del 12/04/2010 alla pagina 7

Commenti

Post popolari in questo blog

“ATTRAVERSO LA CROCE SI ARRIVA ALLA LUCE ”

Ho scoperto di essere stupido come Forrest Gump.

I miei auguri.. senza presunzione.