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Visualizzazione dei post da dicembre, 2010

"Un anno a stringere bulloni invece di parlare a vanvera"

Vi suggerisco la lettura di una intervista del collega Diego Longhin apparso su La Repubblica di oggi allo scrittore Antonio Pennacchi, ex operaio, sulla situazione sindacale e lavorativa italiana. Lo reputo molto illuminante, specie nella parte in cui lo scrittori parla di un rapporto tra lavoratori e azienda che deve mirare alla sussistenza e al miglioramento reciproci. TORINO - «Non è vero che devi avere i calli alle mani per parlare di fabbrica, ma se non si ha né l´empatia né l´apertura mentale per capire quello che vuol dire è meglio stare zitti. E tra quelli che ho sentito in questi giorni pochi possono dire qualche cosa». Parola di Antonio Pennacchi, scrittore, vincitore del Premio Strega con il suo ultimo libro "Canale Mussolini" e operaio in pensione dopo oltre trent´anni di turni di notte. Pennacchi, chi può parlare di lavoro in catena di montaggio? «Io in fabbrica ho vissuto a lungo, come me Erri De Luca. Sergio Cofferati, ad esempio, non faceva l´operaio, ma sa b...