Chi non lavora, non fa... sciopero!
Quando andavo al liceo i miei docenti più volte hanno tentato di spiegarmi che noi studenti non potevamo scioperare: il concetto era talmente chiaro da essere schiacciante. Sciopera chi lavora, chi rinuncia ad ore lavorative (e quindi al salario connesso a quelle ore) per affermare rivendicazioni, per conquistare diritti. Lo sciopero è un processo delicato, doloroso, che non può essere proclamato a cuor leggero; da un lato il sacrificio dei lavoratori, dall'altro il disagio ed il pregiudizio economico dell'impresa/amministrazione che lo subisce dovrebbero indurre a farne uno strumento estremo, non una specie di giocattolo nelle mani di ragazzini viziati o, peggio, di gruppi affaristici e di potere.
In questi giorni il termine vien associato a due situazioni molto diverse tra loro. Da un lato la convocazione dello sciopero generale da parte della CGIL, il più grande dei sindacati confederali; dall'altra la pagliacciata di un gruppo di bambini viziati alimentati dalla smani...