Era proprio necessario?
Nella società del bianco o nero, senza sfumature, senza mezzi toni io sono uno di quelli che non riesce ad essere perentorio nelle scelte. Non riesco a stare da una parte. Men che meno dinanzi a vicende che riguardano minori - cito una collega che certo non me ne vorrà – sulla cui pelle i genitori ingaggiano una lotta senza quartiere. Quale che sia la sentenza, quale che sia il giudizio dei tecnici di parte (psichiatri, servizi sociali e chi più ne ha più ne metta), quale che sia la parte da cui pende la bilancia della ragione e dei torti l'unica parte da cui sento di poter stare è quella di un bambino di 10 anni divenuto tristemente famoso in tutta Italia per una esecuzione coatta della sentenza di un Tribunale dei minori. Se il giudice ha fatto il suo lavoro, la polizia pure e il padre ha fatto valere un suo diritto allora dovrebbe essere tutto normale. Eppure sento alla bocca dello stomaco la sensazione di un pugno. E quando hai la sensazione di qualcosa il più delle volte ...