LIBERTINAGGIO ELETTORALE
Prima di tutto due
concetti. Il primo: Berlusconi vince (o quanto meno raggiunge il suo
obiettivo di ostacolare pesantemente i sogni di gloria del
centrosinistra) perché non si nasconde, non è perbenista, non finge
di essere quello che non è. Si propone con il suo stile di vita, per
discutibile che sia, con il proprio obiettivo di tutela dei privilegi
propri e della sua cerchia, con la volontà di “elasticità”
fiscale e contributiva. Chi lo vota lo sa e, probabilmente, condivide
o lo sceglie dicendosi che almeno lui è quello che si vede. Nel
centrosinistra si gioca a dissimulare, a fingere discorsi impopolari
come le tasse per i servizi, come lo scandalo per gli stili di vita
poco lineari, come la finta di non volere/avere privilegi. Ormai,
credo, questo elemento sia stato acclarato: i cittadini hanno guardato dietro l'apparenza e questa finzione è caduta. Chi dice cose di sinistra e fa cose di destra non è diverso da Berlusconi, tanto vale votare l'originale. E veniamo al secondo concetto da
chiarire, per quello che mi riguarda: il voto è voto. Si accetta. I
commenti offensivi per chi ha votato questo o quello sono tifo da
stadio, perpetuazione di uno stile tutto italiano in cui il confronto
è scontro, lotta di quartiere, genocidio del principio democratico
secondo cui ci vince (ammesso che ci sia) governa e chi non governa
controlla. Negli ultimi venti anni, a prescindere dai margini di
vittoria, le differenze tra gli schieramenti si sono viste poco sui
temi rilevanti e, soprattutto, nell'atteggiamento, nel modo di
approcciare alla cosa pubblica anche attraverso i piccoli segnali e
gli stili di vita. Si è privilegiato il baccano, l'ulto ai necessari contenuti.
L'atteggiamento dei blasonati (bastonati) è quello del saggio cinese che aspetta sulla riva del fiume la carcassa del nemico: i partiti, mazziati dall'avanzata di Grillo, aspettano la prova di governo per i giovani "portavoce" a 5 stelle pensando che questo significherà per la nuova forza politica misurarsi e, auspicano, sbagliare.
Per come la vedo io il percorso che i partiti (tutti lo pensano ma, ovviamente, dissimulano) hanno in testa è quello di un governo in cui ci siano tutti tranne Grillo. Il risultato sarà che alla prossima tornata il 5 Stelle prenderà il 40% invece che il 25%.
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